L'arte del cibo

L'arte del cibo
La cucina giapponese è sicuramente uno degli aspetti più affascinanti del Giappone per l'Occidente.
Un fascino che scaturisce dalla sorpresa degli ingredienti, dai colori, dall'uso delle bacchette (all'apparenza complicate, ma quanto comode una volta imparato ad usarle!) o dalla modalità con cui i cibi vengono presentati. Una miriade di piatti, piattini, tazze, ciotole, viene portata in tavola contemporaneamente dato che non esiste un ordine dei piatti, che possono quindi essere assaggiati a piacere.
 
Il gusto estetico tipico del Giappone si esercita anche a tavola: i piatti infatti non non coinvolgono solo il palato, ma diventano anche un piacere per gli occhi. C'è un' enstrema attenzione a ogni minimo particolare: il giusto abbinamento dei materiale e dei colori del piatto o della ciototla con il cibo stesso, la scelta delle decorazioni che richiamino elementi della stagione in corso, il susseguirsi di piccoli bocconi già pronti per essere assaggiati, per i quali a nulla servirebbe il coltello.
 
Da sempre l'alimentazione giapponese si basa sulla pesca e sulla coltivazione del riso, ma diversi sono stati nel tempo gli iflussi delle diverse culture sulle abitudini legate al cibo: il Buddismo vieta la carne e i volatili; l'arrivo degli occidentali dal 1500 introdusse nuovi tipi di portate; la curlura guerriera preferiva cibi frugali alla raffinata tradizione di corte, mentre la dottrina Zen seguiva ovviamente uno stretto vegetarianismo.
 
いただきます! 
[itadakimasu!]
Buon appetito!
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#MONOjapan


[tratto dal Dizionario delle Civiltà - Giappone, Elekta]